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Turi (Uil Scuola): allo sbando è il ministero, non la scuola

La scuola non è allo sbando, le risorse interne alla scuola dell’autonomia, insegnanti e personale tutto ne garantiranno anche quest’anno il funzionamento, superando le contraddizioni e il peso condizionante delle riforme sbagliate in atto.
Quello che invece è allo sbando, è il sistema messo in piedi dal ministero che non riesce a gestire il personale nella fase applicativa, dopo le scelte della legge del governo sulla scuola – è quanto emerso durante la conferenza nazionale dei segretari regionali della Uil Scuola riuniti oggi a Roma per fare il punto sulle iniziative da assumere per rispondere all’attuale situazione nella quale si trovano tanti insegnanti a causa del caos concorsi, caos nomine, uffici territoriali in balia di norme inapplicabili.
Abbiamo avuto i dati sull’algoritmo – mette in evidenza Pino Turi, segretario generale della Uil Scuola – ne verificheremo la correttezza. Gli effetti sono sicuramente quelli di un programma sbagliato.
La riprova è data dal numero delle conciliazioni: 3 mila quelle concluse, 2 mila quelle non accolte.
Intere categorie che hanno chiesto il trasferimento, ad esempio tutti i docenti della scuola secondaria di secondo grado, i neo assunti, i vincitori di concorso, non sono stati ammessi alla procedura.
Questo non perché fosse tutto a posto, ma perché i posti per conciliare erano pochi ed insufficienti per tutti.
La conciliazione, come previsto, è stata un flop e ha creato ulteriori ingiustizie – è la denuncia che viene dai segretari regionali. In alcuni casi si sono verificate situazioni inspiegabili e al limite dell’abuso d’ufficio.
Da ciò prendiamo le distanze per un procedimento che, sotto il termine ‘conciliazione’, cela un provvedimento di autotutela. Stiamo chiedendo spiegazioni scritte e formali senza risposta.
Appare urgentissimo un incontro con il ministro.
In quella sede chiederemo il rifacimento delle operazioni per ripristinare le posizioni giuridiche di ognuno. Chi doveva spostarsi dovrà andare, chi attendeva un posto per l’immissione in ruolo (concorso e Gae) lo dovrà avere anche con provvedimenti “ora per allora”.
Servono modifiche normative della legge 107: bonus docenti, chiamata diretta, sistema di valutazione.
L’occasione della riapertura del contratto può essere la sede giusta per farlo.
Se dovesse perdurare questa situazione di silenzio e di caos, in assenza di interlocuzioni, la Uil Scuola attiverà ogni utile intervento per dare garanzie al personale.
Il ministro intervenga e tragga le conclusioni.

Fonte OrizzonteScuola

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